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lunedì 2 dicembre 2013

La Traviata



Come accennavo nel post precedente, La signora delle camelie ha subìto varie riadattazioni. Una per il teatro, già lo stesso Dumas figlio si era adoperato a produrre. Poi arrivarono Verdi e il suo librettista Francesco Maria Piave che, apprezzando l'opera teatrale, ne ricavarono la loro famosa Traviata del 1853.


 
 

Se vi sfugge di mente la storia, fatevela raccontare dalla Clarina e state certi che non vi annoierete.

Ma adesso, non vorrei avervi intristito. Certo, la storia di Violetta non è tra le più allegre.
Vabbè, se proprio vi sentite salire il magone, guardatevi la reinterpretazione di Gigi Proietti. Sono sicura che vi ritirerà su il morale.


                                         



venerdì 29 novembre 2013

Dumas figlio: moralista o autore scandalistico?



Beh, la differenza tra l'etichetta di "moralista" e quella di "autore scandalistico" non è proprio sottile. Eppure entrambe sono state affibbiate a Dumas figlio.

Bisogna spiegare un pochino, perché, detto così, potrebbe sembrare o un bacchettone o un depravato.

Se vi capita di prendere in mano un lavoro di Dumas figlio, non vi aspettate di ritrovarvi davanti ad un'opera come quelle del padre. Niente situazioni avventurose o personaggi eroici. Vi troverete a leggere la storia di persone spesso isolate o gravitanti ai margini della società: la cortigiana, il figlio naturale, la madre sola, l'adultera. Tutta materia reale, cose di tutti i giorni, tanto che il suo teatro viene definito il capostipite del teatro naturalista. Ma questi prototipi ben conosciuti e anche riconoscibili, non vengono additati con un intento moraleggiante. La sua è una denuncia non tanto contro di loro e le loro colpe, quanto contro la falsità o l'indifferenza che il resto della società mostra nei loro confronti. Invece di nascondere e stendere un velo di silenzio su una pratica molto diffusa come quella di mantenere una cortigiana, Dumas mostra quale sia la pratica meschina dell'alta società che non solo le accetta, ma le idolatra, le rende un "fiore all'occhiello" da possedere e di cui vantarsi. Naturalmente a patto che esso non si mischi alla donna per bene, moglie e madre di famiglia che non deve nemmeno incontrare per strada un simile esempio di corruzione. Per questo Dumas figlio viene definito scrittore di scandali, per la materia che trattava e che fino ad allora era piuttosto inusuale.


Ma questo è solo uno dei temi rivoluzionari che Dumas affronta. Noi conosciamo questo in particolare grazie alla sua La signora delle Camelie, opera da cui lui stesso ha tratto un'opera teatrale diventata famosissima grazie a Verdi e alla sua Traviata, ma la varietà della sua denuncia non si ferma di certo alla cortigiana. Ad esempio, ne Il processo Clemenceau abbondano temi che generalmente vengono definiti come legati alla disintegrazione familiare. E allora compare la madre sola che cresce il figlio senza padre, il piccolo bastardo che viene perseguitato dai suoi coetanei, la condanna della legislazione riguardo al mancato riconoscimento dei figli nati al di fuori del matrimonio, la discussione sul diritto al divorzio in casi gravi quale l'adulterio. Ma ci sono anche accennati altri spunti interessanti, come l'ereditarietà del carattere corrotto dal vizio o la definizione di arte e del Genio. Senza contare che nella trattazione di alcuni di questi suoi temi, l'autore riprende a piene mani episodi della sua stessa biografia.

Le Théâtre illustré. L'affaire Clémenceau,
pièce tratta dal romanzo di Alexandre Dumas figlio,
da Armand d'Artois. Scena ultima del 5 atto: 
disegno di Adrien Marie
Il processo Clemenceau scorre un pochino meno spedito de La signora delle camelie, lo devo ammettere, eppure non riuscivo a staccarmici! La signora delle camelie a tratti raggiunge un pathos lirico degno di essere ricordato e riletto, nonostante le tirate moralistiche (appunto! :D), ma Il processo Clemenceau rivela completamente quale sia il pensiero di Dumas figlio, quale ne sia la poetica e l'ideologia.

Fa strano ritrovare in un'opera ottocentesca una simile unità programmatica che si auspica se non proprio di sovvertire le leggi morali di una società falsamente morigerata, almeno di far risaltare questa falsità di base, auspicando un cambiamento non tanto negli usi, ma nella legislazione che permetta di dare uno statuto, un riconoscimento ai prodotti nati da tali situazioni (l'obbligo, ad esempio, da parte del padre di riconoscere per legge il figlio naturale) . E fa anche strano vedere poi come tutte quelle che erano proposte o tesi, al giorno d'oggi si siano realizzate.

Che ci fosse un piano oscuro di sovversione del mondo, dietro?

martedì 26 novembre 2013

Alexandre Dumas fils



Oggi partiamo alla scoperta di un altro Dumas: Alexandre Dumas figlio.


Alexandre Dumas Fils. Immagine da
http://www.wikigallery.org/
Penso che non si possano creare dei personaggi senza aver studiato a fondo gli uomini, come non si può parlare una lingua che a patto di averla imparata seriamente.
Non avendo ancora raggiunto l'età nella quale s'inventa, mi accontento di riferire.*
Ed in effetti, la maggior parte non dico dei personaggi, ma almeno dei temi che tratta e narra nella sua opera, Alexandre Dumas figlio li riprende dalla sua esperienza di vita.

Allora scorriamola, almeno a grandi linee, questa vita.

Se si spulcia un po' su google alla voce A. Dumas figlio appariranno una serie di blog e siti che riportano tutti le stesse notizie, quasi le avessero tagliate e incollate da una unica fonte. Probabilmente quel "quasi" lo potremmo anche togliere, ma non mi voglio soffermare su questa curiosità, quanto sul fatto del come venga trattata la suddetta vita.

Giovane Alexandre Dumas padre,  
Eugene Delacroix.
Di avvenimenti importanti non è che ce ne siano poi molti. Nato per caso da una relazione occasionale del giovane Dumas Padre con la sartina dirimpettaia, non viene riconosciuto né dalla madre, né dal padre fino ai suoi sette anni. A quest'epoca il padre, e dopo una settimana la madre, lo riconoscono, litigano e vanno in tribunale per reclamare l'affidamento. Vince il padre, che lo toglie alle cure della madre e lo mette in collegio.

Questo evento, o meglio, questa serie di eventi, segnerà la vita del ragazzo. Beh, difficile pensare il contrario. Ah, e non dimentichiamoci che per questo proverà un profondo rancore verso il padre per il resto della sua vita. Non riusciva proprio a perdonargliela. Del resto, lo aveva allontanato dalla madre amorosa e lo aveva messo in collegio per dargli una degna istruzione, ma si sà, anche nei migliori collegi i ragazzini sono ragazzini e se per caso ti ritrovi in classe con un "bastardo" - ops - figlio naturale, beh... diciamo che non ci si va per il sottile.

Eppure, leggendo qua e là qualcosa di Dumas figlio, uno si accorge di un paio di cosette che dal racconto biografico frettoloso non emerge. Ad esempio, lo sapete che questa figura del padre, come anche del figlio naturale, salta in continuazione nei suoi lavori? E lo sapete che la figura che ne fa il padre non è quella dell'odiato genitore, ma è piuttosto quella dell'uomo in balia delle sue passioni, che adora ed è adorato dal figlio ma che allo stesso tempo diverge profondamente sulla visione della vita e che questa è la causa delle tante incomprensioni che bene o male si risolvono positivamente?

Almeno questo è quello che ci racconta la commedia Un padre prodigo, rappresentata per la prima volta il 30 novembre 1859. Ebbene, leggendolo si capiscono molte delle dinamiche tra i Dumas padre e figlio e soprattutto si ha un ritratto impressionante e, a quanto posso riscontrare da altre fonti, veritiero del carattere di Dumas padre. Mi viene da pensare, quindi, che in effetti Dumas figlio poteva avere dei motivi di conflitto col padre, ma allo stesso tempo aveva imparato se non ad apprezzarlo per il suo stile di vita, almeno ad amarlo per la sua bonomia.

Un altro evento che condizionò la produzione di Dumas figlio è senza dubbio la sua tresca amorosa con la cortigiana Marie Duplessis. Con lei, Dumas ebbe una breve relazione dal settembre 1844 all'agosto 1845, ma tanto bastò per rimanere fortemente colpito dalla realtà in cui la sua amante brillava, dalla sua morte e da tutto il mondo che girava intorno a queste donne tenute al margine della società, ma che comunque la decoravano e la ispiravano.
Marie Duplessis,
ritratta da Camille Roqueplan

Inutile menzionare La signora delle camelie (1848) come l'opera che ritrae e celebra Marie Duplessis, sarebbe banale ricordarlo.

Pochi altri fatti sono importanti nella sua biografia, almeno ai fini della sua produzione.
Per non appesantire ulteriormente il mio discorso, lascerò che siate voi a decidere se sia il caso di approfondire. Tanto, come dicevo, internet è pieno della (stessa) biografia di Dumas figlio. :D


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* Con queste due frasi si apre La dame aux camelias, scritta nel 1848.